"Hallo, mein Sohn ist 2,5 Jahre alt. Er hat Trennungsangst, wenn wir ihn abends zu Bett bringen...?"

“Hallo mein Sohn ist 2,5 Jahre alt. Er hat Trennungsangst, wenn wir ihn abends zu Bett bringen, weint er nach 2 Stunden wieder auf und braucht Mama oder Papa. Sobald wir zu ihm gehen und er dann wieder schläft , versuchen wir wieder aufzustehen und das zimmer zu verlassen. Oft haben wir keine Chance, er lässt uns nicht gehen. Er muss immer jemand spüren. Er hatte auch mal eine zeit lang durch geschlafen aber jetzt nicht mehr, sobald Papa aufsteht, ist er auch wach.

Momentan sagt er oft “allein schlafen”, wenn wir sagen “ja versuch es nur”, wir sind schon da, kommt dann: “nein, mit papa schlafen”. Er will auch nicht bei uns im Zimmer schlafen, nur in seinem Zimmer. Papa darf oft abends nicht mal aufs Klo gehen dann fängt er an zu weinen. Wir haben noch einen 6,5 Monate alten Sohn, vielleicht könnte es auch etwas zu tun haben....lg danke für di Antwort”

Cari genitori, è molto difficile dare una risposta certa e suggerire una soluzione che funzioni con sicurezza! Vorrei però esprimervi vicinanza e solidarietà: penso che la prima cosa da fare sia trovare un nuovo equilibrio per tutta la famiglia, trascorrere alcune (varie!) notti durante le quali ciascuno possa recuperare un po’ di riposo e ripartire poi con nuove strategie e facendo nuove prove.

Spesso i bambini, quando si svegliano durante la notte, ricercano la stessa situazione di prima dell’addormentamento, quindi capiscono subito se sono stati spostati o se qualcuno si è spostato e ha modificato la situazione iniziale. Forse, anche se come ripeto è molto difficile offrire consigli, cercherei di dare una nuova struttura anche se temporanea alla famiglia: il papi può dormire regolarmente lì, organizzandosi la sua postazione e, una volta che il bambino si sarà abituato a dormire tutta la notte o quasi, solitamente dopo circa una ventina di giorni, potrà fare altre prove verso un sonno più autonomo. Si potrà parlare con il bambino, spiegargli le esigenze dei genitori e vedere di trovare una soluzione più adatta ma si potrà far affidamento su un bambino riposato e sereno, che ha fatto esperienze positive dell’addormentamento.

Ci sono metodi che propongono di accompagnare il bambino ad addormentarsi da solo, attraverso momenti di pianto che vengono controllati dall’adulto; pare sia molto efficace ma francamente non sono mai favorevole a sistemi così direttivi e così tanto centrati sui bisogni dei genitori più che sui ritmi dei bambini.

Naturalmente ci sono strategie per rendere più piacevole il momento dell’andata a dormire: bagnetti, coccole sul letto, letture di storie o ascolto di musica, oli profumati e tisane tranquillizzanti… Importante è che gli schermi siano spenti da almeno un’ora, sia televisione sia computer e smartphone, non ci sia troppo rumore in casa e che il genitore non si faccia prendere dalla fretta e dal desiderio che la fase di addormentamento duri poco: è stancante, bisogna trovare molte energie per superare questi momenti ma tutto sommato dopo pochi mesi si aprirà davanti a noi una nuova fase e questo sarà solo un ricordo lontano!

Consiglio di leggere: Facciamo la nanna di Grazia Honegger Fresco.

A disposizione per altri chiarimenti, Barbara